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Il Nuovo Sostegno alle Imprese

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                     L'ARBITRATO INTERNAZIONALE (PARTE II)

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Uno degli aspetti più interessanti relativi alle innovazioni apportate dalla legge di riforma la Legge 5 gennaio 1994 n.25, contenente appunto "Nuove disposizioni in materia di arbitrato e disciplina dell' arbitrato internazionale", è costituito dall'introduzione nel nostro ordinamento della distinzione fra arbitrato nazionale e arbitrato internazionale.

Al riguardo siamo in presenza di un arbitrato a carattere nazionale quando al momento della stipula della clausola arbitrale nessuna delle parti risiede o ha la propria sede effettiva all'estero e non deve essere eseguita all'estero una rilevante parte delle obbligazioni che scaturiscono dal rapporto.

Si ha invece un arbitrato internazionale (Art.832 c.p.c.) qualora alla data della sottoscrizione della clausola compromissoria o del compromesso, almeno una delle parti risieda od abbia la sua sede effettiva all'estero oppure qualora debba essere eseguita all'estero una parte rilevante delle prestazioni nascenti dal rapporto.

Altra importante novità è quella (Art.833 c.p.c.) relativa alla forma della clausola compromissoria, in quanto essa non è più soggetta all'approvazione specifica per iscritto, prevista dagli artt. 1341 e 1342 del codice civile.

E' stata, inoltre, sancita espressamente la validità delle clausola compromissoria contenuta in condizioni generali di contratto che siano state recepite in un accordo scritto fra le parti, purché le parti stesse abbiano avuto conoscenza della clausola od avrebbero dovuto conoscerla, usando la ordinaria diligenza.

Il successivo art.834 c.p.c. indica i criteri che devono essere seguiti per la determinazione delle norme sostanziali, in base alle quali gli arbitri dovranno decidere.

La vigente normativa lascia alle parti la facoltà di stabilire, d'accordo tra loro, le norme che gli arbitri dovranno applicare al merito della controversia, nonché quella di disporre che gli arbitri stessi decidano secondo equità.

In mancanza di scelta ad opera delle parti, la norma in esame prescrive che essi dovranno applicare la legge con la quale il rapporto è più strettamente collegato.

In ogni caso gli arbitri dovranno tener conto delle indicazioni del contratto e degli usi del commercio.

Per quanto concerne la lingua, se essa non è stata oggetto di preventiva pattuizione fra le parti, sarà determinata dagli arbitri tenuto conto delle circostanze.

L'art.836 c.p.c. stabilisce particolari disposizioni in tema di ricusazione degli arbitri, consentendo alle parti di derogare a quanto stabilito nell'art. 815 c.p.c. che prevede appunto tale formalità, mediante ricorso al Presidente del Tribunale.

Tale deroga può trovare applicazione nel caso in cui le parti abbiano optato di sottoporsi ad un regolamento arbitrale che preveda specifiche modalità per la ricusazione degli arbitri.

In tale ipotesi potranno essere applicate le procedure del regolamento arbitrale in luogo di quelle previste dal citato art.815 del codice di procedura civile.

Altra importante aspetto è quello relativo alla deliberazione del lodo.

Difatti per l'arbitrato internazionale è consentito alle parti di derogare al principio generale che il lodo deve essere deliberato dagli arbitri riuniti in conferenza personale.

Pertanto la sottoscrizione di un lodo relativo ad un arbitrato internazionale può avvenire anche in un luogo diverso da quello della deliberazione ed è inoltre consentita la possibilità di una conferenza videotelefonica.

Per quanto concerne l'impugnazione del lodo, la legge della vigente disciplina dispone che agli arbitrati internazionali non si applica, salvo diversa volontà delle parti, l 'impugnazione per inosservanza di regole di diritto da parte degli arbitri; gravame che è, invece, consentito nell'arbitrato nazionale, potendosi così evitare un controllo giudiziario sul contenuto del lodo.

Inoltre le nuove disposizioni escludono che la Corte di Appello, davanti alla quale è proposta l'azione di nullità, possa pronunciarsi anche sul merito.

Tali innovazioni risultano accolte con favore dagli studiosi e dagli operatori in quanto, pur non sottacendosi che si toglie alla parte soccombente un mezzo per contestare eventuali violazioni di norme sostanziali, è stato però osservato che la soluzione accolta dal legislatore riduce sensibilmente lo spazio per pretestuose impugnazioni, rafforzando notevolmente l'efficacia del lodo.

Per quanto concerne il riconoscimento in Italia dei lodi stranieri, chi vuol far valere detti lodi nel nostro Paese deve proporre apposito ricorso al Presidente della Corte di Appello nella cui circoscrizione risiede l'altra parte e,se tale parte non risiede in Italia, la relativa competenza è rimessa alla Corte di Appello di Roma.

Deve essere prodotto il lodo in originale ed in copia conforme, assieme all'atto di compromesso o documento equipollente, in originale o copia conforme.

Qualora detto documento non sia redatto in lingua italiana, la parte istante deve altresì produrre una traduzione certificata conforme.

Il Presidente della Corte di Appello, accertata la regolarità formale del lodo, dichiara con decreto l'efficacia in Italia del lodo straniero, salvo che la controversia non possa formare oggetto di procedimento arbitrale secondo la legge italiana o che il lodo stesso contenga disposizioni contrarie all'ordine pubblico.

Contro il decreto che accorda o nega l'efficacia del lodo straniero è consentita l'opposizione, da proporsi con citazione dinnanzi alla Corte di Appello entro trenta giorni dalla comunicazione, nel caso di decreto che neghi l'efficacia, ovvero dalla notificazione nel caso che il decreto l'accolga.

E' infine da tener presente che la Corte di Appello rifiuterà il riconoscimento e l'esecuzione del lodo straniero se, nel giudizio di opposizione sopra citato, la parte contro la quale il lodo è invocato prova le seguenti circostanze:

a)che le parti della convenzione arbitrale erano incapaci in base alla legge a loro applicabile oppure che la convenzione arbitrale non era valida secondo la legge alla quale le parti l'hanno sottoposta od, in mancanza di indicazioni a tal proposito, secondo la legge dello Stato in cui il lodo è pronunciato;

b)che la parte nei cui confronti il lodo è invocato non è stata informata della designazione degli arbitri o del procedimento arbitrale o comunque è stata nell'impossibilità di far valere le proprie difese nel procedimento stesso;

c)che il lodo ha pronunciato su una controversia non contemplata nel compromesso o nella clausola compromissoria; tuttavia se le statuizioni del lodo concernono questioni sottoposte ad arbitrato, possono essere separate da quelle che riguardano questioni non sottoposte ad arbitrato, le prime possono essere riconosciute e dichiarate esecutive;

d)che la costituzione del collegio arbitrale o il procedimento stesso non sono conformi all'accordo delle parti, od in mancanza di tale accordo, non sono conformi alla legge del luogo di svolgimento dell'arbitrato;

e)che il lodo non è ancora divenuto vincolante per le parti od è stato annullato o sospeso da un'autorità competente dello Stato nel quale o secondo la legge del quale, è stato reso.

Nel caso in cui sia stato richiesto, all'autorità competente dello Stato nel quale o secondo la legge del quale è stato reso, l'annullamento o la sospensione dell'efficacia del lodo straniero, la Corte di Appello può sospendere il procedimento relativo al riconoscimento ed alla esecuzione del lodo.
In caso di sospensione la Corte di Appello può ordinare, su istanza della parte che ha richiesto l'esecuzione, che l'altra parte presti idonea garanzia.

Infine il riconoscimento e l'esecuzione del lodo straniero sono rifiutati nel caso che la Corte di Appello accerti che la controversia non poteva formare oggetto di compromesso secondo la legge italiana o che il lodo contenga disposizioni contrarie all'ordine pubblico.

L'arbitrato internazionale, come metodo di risoluzione delle controversie contrattuali con controparti estere, costituisce, quindi, una valida alternativa rispetto al ricorso all'autorità giudiziaria ordinaria; alternativa che dovra’ essere attentamente valutata in via preventiva al momento della formalizzazione del contratto.